luglio 24, 2018

Roseblood - A. G. Howard

Ho fatto i salti mortali quando ho saputo dell'uscita di questo libro e sono stata felicissima di averlo ricevuto come regalo per il mio compleanno. La saga di Splintered mi è piaciuta moltissimo e credo di poter inserire A. G. Howard tra le mie autrici preferite. Sarà riuscito questo libro ad eguagliare l'amore che ho provato per la precedente saga?

Titolo: Roseblood
Titolo originale: RoseBlood
Autrice: A. G. Howard
Anno di pubblicazione: febbraio 2018
Casa editrice: Newton Compton
Collana: Vertigo
Genere: urban fantasy, dark fantasy

Trama:

Rune Germaine ha una splendida voce, paragonabile a quella di un angelo, ma è afflitta da una terribile maledizione: ogni volta che si esibisce, infatti, si sente malata e stanca, come se la bellezza del suo canto le rubasse ogni volta un po' di vita. Sua madre, nel tentativo di aiutarla, decide di iscriverla a un conservatorio poco fuori Parigi, convinta che l'arte potrà curare la strana spossatezza di Rune. Poco dopo il suo arrivo nel collegio di Roseblood, la ragazza comincia a rendersi conto che c'è qualcosa di soprannaturale in agguato. Il misterioso ragazzo che vede spesso in cortile, infatti, non frequenta nessuna delle classi a scuola, e scompare rapidamente come è apparso non appena Rune distoglie lo sguardo. Non ci vuole molto perché tra i due nasca un'amicizia segreta. Thorne, è questo il nome del ragazzo, indossa abiti che sembrano provenire da un altro secolo e in sua presenza Rune comincia a sentirsi meglio, quasi cominciasse davvero a guarire. Ma tra i corridoi di Roseblood c'è una terribile minaccia in agguato, e l'amore tra Rune e Thorne, che comincia a sbocciare, verrà messo a dura prova. Dalla scelta di Thorne, infatti, potrebbe dipendere la salvezza di Rune o la sua completa distruzione.

Giudizio 5 su 5:

Per chi ancora non lo avesse capito, Roseblood è una rivisitazione in chiave moderna e fantasy de "Il fantasma dell'opera". Personalmente ho adorato il film del 2004 ed ero quindi curiosa di leggere quest'opera trasposta in chiave moderna. Consiglio a tutti prima di cimentarsi nella lettura di guardare questo film, dato che vi sono molti riferimenti al libro originale di Gaston Leroux e anche le ambientazioni sono compatibili con quelle descritte nel libro della Howard.

Parto questa recensione, col dire che lo stile di A. G. Howard mi piace moltissimo. Come per la saga di Splintered, dove ha preso l'universo di Alice e lo ha rivisitato, in Roseblood l'autrice entra nel mondo del fantasma dell'opera. Il libro di Leroux si presta molto allo stile narrativo della Howard, che fa delle atmosfere dark il suo marchio distintivo. In Roseblood si respira l'aria teatrale dell'800 attraverso la scuola che era un vero e proprio teatro finito tra le fiamme anni prima. Un misteroso benefattore ha deciso di ridare nuova vita alla struttura ed istituire un conservatorio. Le vicende di Rune si svolgono quindi all'interno di un teatro di vari piani ricostruito solo in parte, ma che mantiene tutti i vecchi corridoi, anche quelli segreti. Ed è proprio questa sua antichità evocativa, che permette al lettore di immergersi completamente nelle atmosfere cupe, misteriose e angoscianti di questo romanzo. A mio parere è proprio l'angoscia che prova Rune ad attirare il lettore in una spirale in cui risulta poi difficile staccare gli occhi dal libro.

Come per gli altri libri della Howard, la scrittura è molto semplice, ma fluente e si legge in pochissimo tempo. In questo libro però ho trovato che l'inizio della storia ha un paio di punti in cui mi sono sentita confusa, mi riferisco ad un paio di episodi in cui a fine capitolo mi sono chiesta: ma cosa è successo? cosa c'entra questa cosa con il resto del testo?
A fine libro mi sono resa conto che questi eventi confusi, un senso l'avevano, ma sul momento mi hanno lasciata un po' perplessa.

I protagonisti della storia sono tre.
Rune, la ragazza con l'ugola d'oro. La musica l'ha accompagnata fin da piccola con il padre che suonava il violino e lei che cantava. Padre e figlia hanno sviluppato un ottimo rapporto sia grazie all'opera, sia grazie al giardinaggio, due passioni che avevano in comune. Avevano, perché il padre di Rune è morto e la ragazza ancora ne soffre, tanto che non riesce più a cantare senza sentirsi male alla fine. La sua infanzia però è stata segnata in modo pazzesco dalla nonna paterna, che ha tentato per ben due volte di ucciderla e per completare il quadro poco tempo prima degli eventi, la ragazza ha fatto finire in coma un ragazzo con il quale stava amoreggiando.
Il personaggio di Rune mi è piaciuto molto, perché all'inizio del libro è molto insicura di sè, poi pian piano grazie anche al suo maestro, riesce ad acquisire più sicurezza. All'inizio infatti le canzoni prendono il sopravvento su di lei, costringendola quasi a cantare per poi sentirsi male, mentre man mano che passano i giorni, Rune riesce a controllarla e ad essere una fra le migliori cantanti dell'istituto. Questo controllo però, la porterà a conoscere una parte di lei e della sua famiglia che non conosceva.
Thorne è il co-protagonista della storia. Un ragazzo dal passato molto triste, che ha come unica famiglia Erik, il fantasma dell'opera originale. Vive nei sotterranei della scuola e suona il violino divinamente. Lui e Rune si conoscono da molto tempo, nei loro sogni e quando si incontrano di persona per la prima volta, sono scintille. Bello e misterioso, dovrà sottostare alle necessità del padre, ma anche cercare di proteggere Rune.
Erik lo vediamo ormai come un vecchietto ossessionato dalle ombre del suo passato, ma nonostante l'età è comunque un essere potente. Dico essere perché dopo quasi duecento anni, la sua natura umana è completamente svanita ed è rimasta solo la sua sete sovrannaturale. Ha elaborato un piano e l'inconsapevole Rune ne è al centro.
Attorno a Rune ruotano alcuni personaggi minori, che comunque sono carini e la supportano per quanto possibile.
La musica invece, è una protagonista nascosta (ma non troppo) del romanzo. Motivo di sofferenza per Rune, diventa poi la sua migliore arma per comunicare con Thorne e

L'atmosfera e l'ambientazione sono sicuramente due punti di forza del libro. Come ho già detto, la Howard è un'autrice che trasforma i classici della letteratura in qualcosa di moderno, emozionante e molto cupo. Le ambientazioni sono ben descritte e suggestive. Gli eventi si svolgono tra questa vecchia scuola che una volta era un teatro e un covo nel sottosuolo, che creano un ambiente allo stesso tempo spettacolare ma antico e che si presta a dar vita ai peggiori incubi di Rune.
Un altro punto a favore del libro è senza ombra di dubbio la continuità di colpi di scena che si susseguono a ripetizione. Non ci si annoia mai nella lettura di questo libro, perché dietro alla pagina successiva si nasconde una nuova scoperta che cambia le carte in tavola.

Il lato romantico del romanzo è un altro punto a favore del libro. La storia d'amore che si sviluppa tra Rune e Thorne è assolutamente fantastica. I due sono anime gemelle e si conoscono da sempre nei loro pensieri, quindi da subito c'è un'intesa particolare. Thorne però si trova tra due fuochi, l'amore per Rune e la devozione per il suo padre adottivo, il fantasma dell'opera. Dovrà quindi compiere delle scelte per riuscire sia a proteggere il suo amore, sia la sua famiglia.
Per chi come me ha visto il film del 2004, vi anticipo che ci sarà una scena sul tetto della scuola che mi ha ricordato molto quella della pellicola fra Christine e Raul.

In conclusione: un libro su cui avevo delle alte aspettative, che sono state rispettate. Un romanzo pieno di amore, colpi di scena e musica. Scrittura semplice, ambientazioni spettacolari e atmosfere dark che riescono a dare nuova linfa alla leggenda del "Fantasma dell'Opera". Consigliatissimo per chi vuole un'avventura urban fantasy dal retrogusto di dramma teatrale.

-fine recensione-

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